PARAMETRI DEMOGRAFICI DELLA POPOLAZIONE DI CERVO (CERVUS ELAPHUS) DELLE RISERVE NATURALI BIOGENETICHE CASENTINESI (PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI, M.TE FALTERONA E CAMPIGNA - APPENNINO SETTENTRIONALE) OTTENUTI CON METODOLOGIA SPERIMENTALE DI CENSIMENTO AL BRAMITO
 
 
Introduzione
 
 
Il censimento al bramito è tra i maggiormente utilizzati per stimare la consistenza delle popolazioni di cervo (Cervus elaphus), esso si basa sul rilievo diretto dei maschi bramitanti, durante il periodo riproduttivo, e sul calcolo delle consistenza delle altre classi di sesso/età per proporzione. Viene effettuato nelle prime ore notturne da punti di ascolto tramite una metodologia definibile come “classica” e nota da diversi decenni, alternativamente le opportune stime demografiche possono essere effettuate da percorsi standardizzati non lineari in orario pre-crepuscolare, secondo una metodica “sperimentale”, applicata negli ultimi due anni (2008-2009) nelle Riserve Naturali Biogenetiche Casentinesi, gestite dal CFS-UTB di Pratovecchio nel Parco Nazionale delle Foreste casentinesi, M.te Falterona e Campigna. Nel presente lavoro si mostrano i parametri demografici preliminari ottenuti nel corso del processo di validazione della nuova metodologia di censimento al bramito. Da essi, e dal confronto con le risultanze disponibili per lo stesso territorio, emergono consistenze e densità (2008: 98 maschi censiti per una popolazione stimata di 562 capi, densità di 9,18 capi/Kmq; 2009: 133 maschi per una popolazione minima stimata di 761 capi, densità di 10,35 capi/Kmq) pressoché costanti nel corso degli ultimi dieci anni, almeno per quanto riguarda il versante romagnolo delle Riserve Biogenetiche. Tali risultanze, oltre a indicare la bontà della metodologia sperimentata, evidenziano il probabile raggiungimento della capacità portante per la popolazione di cervo delle Riserve Biogenetiche, cuore delle Foreste casentinesi “storiche”, caratterizzate da una struttura forestale a fustaia disetanea matura, a tratti vetusta, con una scarsa percentuale di aree non boscate.
 
 
Area di studio
 
 
Le Riserve Naturali Biogenetiche Casentinesi, gestite dal Corpo Forestale dello Stato per mezzo dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio, sono comprese all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Esse sono situate a cavallo dell’Appennino Tosco-Romagnolo (province di Arezzo e Forlì-Cesena); occupano un territorio di circa 5.300 ettari. La morfologia e l’idrografia delle Riserve risultano piuttosto complesse, in particolare sul versante romagnolo, le quote maggiori sono raggiunte a livello del crinale, con i 1.658 m s.l.m. del Monte Falco. Il clima della zona è continentale - umido con inverni rigidi e nevosi, estati raramente secche ed abbondanti precipitazioni per tre stagioni su quattro. La formazione forestale caratteristica è l’abieti-faggeta, bosco misto su base di Abies alba e Fagus sylvatica; la struttura presentata da tale compagine è per ampi tratti definibile come fustaia disetanea vetusta (Bottacci et al., 2009). Particolarmente interessante, per quanto riguarda la fauna, il sistema preda-predatore costituito da cinque specie di Ungulati (Capreolus capreolus, Dama dama, Cervus elaphus, Ovis aries, Sus scrofa) sottoposti all’azione del lupo (Canis lupus).
 
 
Area di studio
 
 
Tab. 1 – Struttura di popolazione del cervo 2008/2009 
Struttura di popolazione
 
 
 
Tab. 2 – Consistenze stimate e CMA nelle sessioni di censimento 2008/2009 
Consistenze stimate
 
 
Tab. 3 – Densità assolute stimate per le sessioni di censimento 2008/2009 
Densità assolute stimate
 
 
Tab. 4 – Consistenze e Densità stimate per il totale dell’area censita e per la superfice delle Riserve Biogenetiche 
Consistenze e densità stimate to
 
 
Materiali e metodi
 
 
La consistenza della popolazione di cervo nell’area di studio deriva dalla stima demografica dei maschi adulti ottenuta con la metodologia sperimentale di censimento al bramito, rapportata alla struttura della popolazione (Langvatn, 1977; Mazzarone et al., 1989, 1991). Il censimento sperimentale è effettuato da operatori in movimento su percorsi campione standardizzati, in orario pre-crepuscolare; i rilievi vengono ripetuti nel corso di tre sessioni, nelle ultime due settimane di Settembre e nella prima di Ottobre, con un intervallo di 7 giorni fra una sessione e l’altra. La struttura di popolazione nell’area di studio è stata ottenuta con il metodo delle osservazioni dirette (Klinger et al., 1992); tali osservazioni sono state effettuate da:  
1. percorsi campione non lineari (164 transetti per più di 1.200 km percorsi nel periodo 2008 – 2010);  
2. rilievi primaverili sul “primo verde”.  
I dati così raccolti vengono successivamente archiviati su un database elettronico (software Excel) e su geo-database in ambiente G.I.S. (softwares MapInfo e ArcGis). 
Nella fase di elaborazione dati, inizialmente, è stata calcolata la consistenza della popolazione di cervo per ognuna delle sessioni di censimento svolte. Successivamente è stato ottenuto il valore di consistenza corrispondente alla sessione in cui sono stati registrati il numero massimo di maschi bramitanti: la Consistenza Minima Accertata (CMA) per la popolazione di cervo. Le Densità Assolute (n° capi/100 ha), sono determinate rapportando le consistenze considerate con le corrispondenti superfici censite. I parametri di consistenza e densità sono stati calcolati, quindi, per il totale dell’area censita, ma anche per la superficie effettiva delle Riserve Biogenetiche che in essa sono comprese. Per le densità sono stati calcolati i valori medi e le deviazioni standard nelle diverse sessioni di censimento effettuate.
 
 
Risultati
 
 
In Tab. 1 sono mostrate le proporzioni in classi di sesso/età interne alla popolazione di cervo, evidenziate in seguito alla raccolta dati effettuata per osservazione diretta nel periodo 2008 – 2010. Per quanto riguarda i parametri demografici, risultanti dall'attività sperimentale di censimento svolta nel corso della presente ricerca, vediamo, in Tab. 2, nella prima colonna, il numero di maschi adulti bramitanti registrato per le sessioni di censimenti svolte nel 2008 e nel 2009. Nelle colonne successive le consistenze delle altre classi di sesso/età e, nell'ultima colonna, la stima del totale della popolazione di cervo presente nell'area di studio. Le CMA sono pari a 562 capi per l’anno 2008 (area censita: 6.121 ha) ed a 761 capi per l’anno 2009 (area censita: 7354,5 ha). Dalle consistenze sono state calcolate le Densità Assolute ed i valori medi, corredati dalle deviazioni standard, risultanti per le sessioni del censimento svolte nel biennio (Tab. 3). In Tab. 4 il numero di maschi bramitanti (riferito alla sessione del 30/09/08 e del 28/09/09) registrati nelle Riserve Biogenetiche e nelle rispettive “aree di buffer”, con le Consistenze Minime Accertate e le Densità Assolute calcolate per esse.
 
 
Superficie censita 2008 - 2009 
Superficie censita 2008 - 2009
 
 
Discussione e Conclusioni
 
 
Ogni applicazione metodologica, pur fondata su di un lavoro di ricerca scientifica, necessita di una validazione dei risultati ottenuti, mediante il confronto con metodologie già in precedenza standardizzate e di diffuso utilizzo. In Tab. 5 viene mostrato il confronto tra i risultati ottenuti dal presente studio e una serie di dati pregressi: i dati della prima parte della tabella, sono relativi al solo versante romagnolo del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, mentre i dati della seconda parte riguardano il territorio delle Riserve Naturali Biogenetiche Casentinesi. Tali risultanze sono state estrapolate dalle complessive (Cicognani e Gualazzi, 2002; Orlandi et al., 2007) in funzione di una confrontabilità con i dati ottenuti dal censimento sperimentale. Da tale confronto si può notare come i dati ottenuti nei due anni di applicazione del censimento sperimentale siano in buon accordo con i dati relativi ai censimenti effettuati tra il 1999 ed il 2001. Come si evince dal Grafico il trend della popolazione di cervo, per quanto riguarda il versante romagnolo nei periodi 1999 – 2001 e 2007 – 2009, risulta pressoché stabile. La tendenza generale si mostra in leggero calo a causa del dato 2007, per il quale problemi legati alle condizioni metereologiche hanno, con tutta probabilità, portato ad una sottostima dei maschi effettivamente bramitanti. A prescindere da questa tendenza si può notare come il dato ottenuto dal nostro studio si discosti di pochissimo dal valore medio ottenibile nel periodo 1999 – 2001. Tale risultato induce a due considerazioni: da un lato sembra emergere la validità della metodologia di censimento al bramito sperimentata in questo studio, dall’altro si evidenzia una stabilità sostanziale della popolazione di cervo per quanto riguarda i territori delle Foreste Casentinesi “storiche”. Questo secondo aspetto riteniamo possa essere legato sia a fattori ambientali, sia a fattori eco – etologici intrinseci alla popolazione esaminata. La struttura forestale a fustaia disetanea matura, a tratti vetusta, con una scarsa percentuale di aree non boscate, caratteristica della nostra area di studio, determina un assestamento della popolazione su valori demografici probabilmente prossimi alla capacità portante (Mustoni et al., 2002). In Tab. 4, si mostra come, in accordo con quanto detto in precedenza, densità e consistenze all’interno delle Riserve (coperte da fustaie disetanee mature per percentuali vicine all’80%) siano minori rispetto a quelle calcolate per la superficie delle Riserve comprensiva di buffer. Conseguente a questo aspetto si viene a determinare l’apparentemente bassa percentuale di maschi fusoni all’interno della popolazione (Tab. 1); di fatto è noto come i fenomeni di espansione di areale per diverse specie di Mammiferi, e per gli Ungulati in particolare, sia legata ai movimenti dispersivi dei giovani maschi (Clutton-Brock et al., 1982) che vengono, quindi, rilevati in proporzione maggiore nelle zone marginali dell’areale della popolazione considerata. Sulla base di queste considerazioni, risulta determinante effettuare studi demografici delle popolazioni di Ungulati sulla totalità degli areali distributivi da esse occupati, così da ottenere dati di struttura efficacemente utilizzabili per eventuali operazioni gestionali. Tornando ad analizzare criticamente la comparazione dei dati mostrati (seconda parte della Tab. 5), emerge l’elevato grado di attendibilità del metodo sperimentato, che si pone non tanto in sostituzione, ma come valida alternativa al metodo “classico” di censimento al bramito, a seconda del territorio considerato e delle risorse umane – economiche disponibili. Risulta altrettanto evidente l’importanza di continuare a sperimentare metodologie di indagine applicabili nel campo della ricerca finalizzata alla gestione faunistica.
 
 
Tab. 5 – Dati di confronto per il versante romagnolo e per le Riserve Biogenetiche 
Dati di confronto
 
 
Trend della popolazione di cervo sul versante romagnolo nel periodo 1999 – 2009 
Trend
 
 
 
 
 
Bibliografia
 
 
Bottacci A. (ed.), 2009 – La Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino: 1959-2009. 50 anni di conservazione della biodiversità. CFS/UTB Pratovecchio; 253 
Cicognani L., Gualazzi S., 2002. I Cervi nel Parco. Status, biologia e ecologia della popolazione di Cervo dell’Appennino tosco-romagnolo. Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi M.te Falterona e Campigna, Collana: I Quaderni del Parco. Pp. 36.  
Cicognani L., Lucchesi M., Tedaldi G., 2009 – Ungulati selvatici e lupo nella Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino. In: Bottacci A. (ed.), 2009 – La Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino: 1959-2009. 50 anni di conservazione della biodiversità. Corpo Forestale dello Stato, UfficioTerritoriale per la Biodiversità di Pratovecchio; 161-192 
Cicognani L., Lucchesi M., Campiello A., Monti F., Bottacci A., Radicchi S., Zoccola A., 2010 – Experimental census of red deer (Cervus elaphus) population by roar in the Natural Biogenetic Casentinesi Reserves: methodology and preliminary results. Hystrix – Italian Journal of Mammalogy, in stampa. 
Clutton-Brock T.H., Guinness F.E., Albon S.D., 1982. Red deer. Behavior and Ecology of Two Sexes. The University of Chicago Press, Chicogo 60637. Edinburgh University Press. Pp. 378.  
Klinger R.C., Kutilek M.J., Shellhammer H.S., 1992 - A comparison of Deer survey techniques. In: Transaction of the International Symposium Ongules/Ungulates, 91, Tolouse; 487-491. 
Langvatn R., 1977 – Social behaviour and population structure as a basis for censuring red deer populations. XII Congress of game biologist, Atlanta Georgia. 
Mazzarone V., Apollonio M., Lovari C., Mattioli L., Pedone P., Siemoni N., 1989. Censimento di cervo al bramito in ambiente montano appenninico. Atti del II Seminario sui censimenti faunistici dei vertebrati, Brescia. 
Mazzarone V., Siemoni N., Pedone P., Lovari C., Mattioli L., 1991. A method of Red deer (Cervus elaphus L. 1758) census during the roaring period in a forested area of the Northern Appennines (central Italy). Transactions of the XXth IUGB Congress, Csanyi S. and Ernhaft J., eds. University of Agricultural Sciences, Godollo. 
Mustoni A., Pedrotti L., Zanon E., Tosi G., 2002. Ungulati delle Alpi. Biologia – Riconoscimento – Gestione. Nitida Immagine Editrice – Cles (TN). Pp. 549.  
Orlandi L., Leonessi L., Bonavigo G., 2007. Censimento della popolazione di cervo con il metodo del bramito nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, M.te Falterona e Campigna. D.R.E.Am. Italia. Relazione tecnica non pubblicata.