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SPERIMENTAZIONE DI UNA NUOVA METODOLOGIA PER LA STIMA DEMOGRAFICA DI POPOLAZIONI DI CERVO (CERVUS ELAPHUS) IN AMBIENTE APPENNINICO
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Introduzione
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Il censimento al bramito è una delle metodologie maggiormente utilizzate per la stima demografica di popolazioni di cervo (Cervus elaphus), soprattutto in presenza di un’elevata copertura forestale, come nel caso della nostra area di studio: le Riserve Naturali Biogenetiche Casentinesi. Esso si basa sul conteggio dei maschi adulti, individuati tramite le caratteristiche emissioni vocali (bramiti) durante il periodo riproduttivo (Langvatn, 1977; Bobek et al., 1986; Alabret et al., 1986; Mazzarone et al., 1989, 1991). La stima di consistenza della popolazione, ottenuta utilizzando questo metodo, prende origine dall’acquisizione ed elaborazione di due dati fondamentali: il numero di maschi adulti (riproduttori) e la loro percentuale nella struttura della popolazione indagata, per proporzione otteniamo la consistenza globale, nonché di ogni classe di sesso/età. Nel metodo di censimento fino ad ora utilizzato, definibile come “classico”, la registrazione dei maschi bramitanti veniva effettuata nelle prime ore notturne da punti di favore, nel presente lavoro tali parametri demografici sono stati ottenuti effettuando percorsi standardizzati non lineari, in orario pre-crepuscolare, secondo una metodica che da questo momento chiameremo “sperimentale” (Cicognani et al., 2010 in stampa), applicata negli ultimi due anni (2008-2009) nell’area di studio ed in corso di validazione tramite confronto con le risultanze espresse, per la stessa area, dal censimento, effettuato con metodologia “classica”, da parte dell’Ente Parco Nazionale Foreste casentinesi.
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Area di studio
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Le Riserve Naturali Biogenetiche Casentinesi, gestite dal Corpo Forestale dello Stato per mezzo dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio, sono comprese all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Esse sono situate a cavallo dell’Appennino Tosco-Romagnolo (province di Arezzo e Forlì-Cesena); occupano un territorio di circa 5.300 ettari. La morfologia e l’idrografia delle Riserve risultano piuttosto complesse, in particolare sul versante romagnolo, le quote maggiori sono raggiunte a livello del crinale, con i 1.658 m s.l.m. del Monte Falco. Il clima della zona è continentale - umido con inverni rigidi e nevosi, estati raramente secche ed abbondanti precipitazioni per tre stagioni su quattro. La formazione forestale caratteristica è l’abieti-faggeta, bosco misto su base di Abies alba e Fagus sylvatica; la struttura presentata da tale compagine è per ampi tratti definibile come fustaia disetanea vetusta (Bottacci et al., 2009). Particolarmente interessante, per quanto riguarda la fauna, il sistema preda-predatore costituito da cinque specie di Ungulati (Capreolus capreolus, Dama dama, Cervus elaphus, Ovis aries, Sus scrofa) sottoposti all’azione del lupo (Canis lupus).
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Descrizione della metodologia sperimentale
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La metodologia sperimentale, oggetto del presente lavoro, deriva dalla “classica” differendone per alcuni aspetti. I cambiamenti apportati sono finalizzati fondamentalmente al censimento di estese superfici avvalendosi di un limitato numero di operatori. Nello specifico, l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio dispone di 32 elementi, tra agenti forestali e operai; utilizzando la metodologia tradizionale di censimento al bramito, per il territorio delle Riserve e per le aree limitrofe, sarebbero stati necessari 130 – 140 operatori (65 – 70 punti di ascolto, con due persone per punto). In questo contesto, principio fondamentale per il corretto svolgimento delle attività di campo è disporre di un pool di censitori conoscitori del territorio in esame e debitamente formati sulla tecnica e sulla specie censita. Operativamente, per raggiungere i suddetti scopi, la raccolta dati di campo è effettuata da operatori in movimento su percorsi campione standardizzati, in orario pre-crepuscolare. I transetti prestabiliti, sono svolti in un arco di tempo massimo di tre ore (dalle 16,30 alle 19,30 circa), ad andatura costante, e vengono ripetuti nel corso di tre sessioni, nelle ultime due settimane di Settembre e nella prima di Ottobre, con un intervallo quindi di 7 giorni fra una sessione e l’altra.
In fase preliminare di implementazione del censimento sono stati individuati tutti i possibili transetti presenti in ciascuna delle cinque R.N.B., caratterizzati da percorribilità sufficientemente agevole da consentirne lo svolgimento in sicurezza ed in orario crepuscolare. Sui complessivi 57 percorsi individuati abbiamo operato una scelta su base casuale, in funzione della copertura totale dell’area di studio e della sua morfologia. Da essa è emerso uno schema di campionamento comprendente 21 transetti non intersecantisi. Per consentire una raccolta dati accurata sono state previste soste di 5 minuti in punti caratterizzati da un’elevata copertura acustica. Percorsi e punti standard sono stati verificati sul territorio ed inseriti in ambiente GIS per la preparazione di una specifica cartografia. Durante lo svolgimento delle sessioni di censimento, gli operatori, muniti di bussola di precisione e rilevatore GPS, annotano su scheda di rilievo e relativa cartografia, ogni bramito attribuibile ad uno specifico esemplare. I dati fondamentali raccolti sono la direzione del bramito rispetto al Nord e la distanza relativa attribuita al maschio bramitante dal transetto. Per la determinazione della distanza del bramito ascoltato, sono state utilizzate le 3 categorie previste anche nel censimento tradizionale (cervo molto vicino: < 50 metri; cervo vicino: 50 a 300 metri; cervo lontano: > 300 metri). Nei punti di sosta standard l’operatore annota tutti i bramiti nell’arco di tempo stabilito, compresi quelli emessi da animali già rilevati, aggiornandone la posizione.
In sede di elaborazione, tramite il softwares ArcGis, per la valutazione della superficie effettivamente indagata, sono stati dapprima costruiti dei buffer di 500 metri per lato attorno ai 21 percorsi, escludendo le superfici che si sovrapponevano in funzione della minor distanza dalla linea di transetto. La superficie così ottenuta è stata in seguito valutata in modo tridimensionale, tramite Google Earth, percorrendo virtualmente i transetti al fine di correggere il buffer teorico di 500 metri per lato, ottenendo una valutazione pratica del territorio effettivamente coperto. Su questa base i rilievi di campo (direzioni di ascolto di ciascun bramito) sono stati rappresentati utilizzando linee di diverso colore per percorsi adiacenti o prossimi; la lunghezza di tali linee è stata rapportata alla categoria di distanza rilevata. Gli shape files così ottenuti sono stati valutati tridimensionalmente per stabilire, sulla base della porzione di territorio effettivamente coperta, se una direzione di ascolto veniva o meno interrotta da qualche ostacolo orografico (dossi o crinali; Fig. 3). Stabilita, su queste basi, la Consistenza Minima Accertata di maschi bramitanti (dato proveniente dalla sessione che ha fornito il massimo numero di maschi rilevati in contemporanea), la Consistenza della popolazione di cervo viene ricavata sulla base della struttura della popolazione nell’area di studio, ottenuta con il metodo delle osservazioni dirette da percorsi campione standardizzati effettuati nell’anno (Klinger et al., 1992). In Tab. 2 sono riassunti i principi fondanti tale metodologia, anche rispetto alla metodica “classica” di censimento al bramito.
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Discussione e Conclusioni
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La finalità principale di un’operazione di censimento di qualsiasi popolazione animale è solitamente la definizione dei suoi parametri demografici (Meriggi, 1989). Per giungere a tale risultato è necessaria l’individuazione, tramite rilevamento diretto o indiretto, dei diversi esemplari della popolazione indagata, mentre è superflua la loro precisa localizzazione sul territorio costituente l’area di studio, a meno di non utilizzare metodiche di elaborazione statistica che prevedano il posizionamento esatto dell’animale censito (es. Distance Sampling). Le elaborazioni dei dati grezzi raccolti in un censimento sono, quindi, prevalentemente finalizzate ad evitare sovrastime, o sottostime, di tale popolazione. Una collocazione puntuale, effettuata tramite rilevamenti multipli di uno stesso esemplare sul territorio esaminato, ad esempio aree coperte da diversi punti di censimento, può portare ad una sovrapposizione di tali rilevamenti, di conseguenza ad una sovrastima della popolazione totale dovuta a “doppi conteggi”. Uno dei principi sui quali abbiamo basato la sperimentazione di questa metodologia di censimento consiste, pertanto, nel cercare di limitare al massimo la sovrapposizione delle aree indagate, evitando la registrazione di un singolo esemplare bramitante da parte di troppi operatori. Uno degli scopi della nostra sperimentazione sta nella semplificazione dell’elaborazione dei dati, riducendo sensibilmente la quantità delle direzioni di bramito registrate per singola area, non essendo la finalità del censimento la localizzazione precisa di ciascun individuo, ma bensì la determinazione della consistenza della popolazione esaminata.
Abbiamo raggiunto questo scopo utilizzando un limitato numero di operatori esperti (conoscitori del territorio e della specie) che, muovendosi su percorsi standardizzati in un breve arco di tempo (3 ore al massimo) da un lato hanno limitato il numero di registrazioni su di una stessa area, senza comportare riduzioni nella superficie censita, dall’altro hanno reso il pool di dati più agevolmente elaborabile in un breve periodo (cosa non trascurabile per applicazioni finalizzate alla gestione faunistica). Un’importante conseguenza di quanto detto sta nel minore impatto delle attività di rilievo sull’ambiente di svolgimento.
Per pianificare questo studio si fa riferimento alla selettività ambientale operata dai maschi, conseguenza della selezione operata dalle femmine, in quanto gli spostamenti effettuati dai maschi nel periodo riproduttivo sono in funzione delle femmine, sulla base della strategia riproduttiva fondata sull’harem. Da osservazioni effettuate nella nostra area di studio risulta che in orario pre-crepuscolare le femmine si spostano dalle zone forestali verso le aree aperte (Cicognani, 2008 com. pers.), i maschi precedendo le femmine ed iniziando a bramire, sono ben contattabili durante un censimento effettuato in tale fascia oraria. Da non trascurare la possibilità di avvistamento dei maschi e dei loro harem, dato validante l’eventuale registrazione di un bramito. Tali spostamenti, effettuati sulla base dell’uso dell’habitat operato dalla popolazione di cervo, sono in corso di analisi tramite il calcolo dell’Indice di preferenza di Jacobs (Jacobs, 1974): da esso risulta una selezione positiva verso le aree aperte, situate alle quote inferiori ed al margine della foresta, da parte di maschi e femmine, nel bimestre settembre-ottobre.
Il censimento viene effettuato in tre sessioni, a 7 giorni di distanza l’una dall’altra, questo ha due vantaggi: riduce notevolmente la probabilità che influenze metereologiche possano invalidare il censimento, inoltre coprendo un arco di tre settimane si include quasi totalmente la stagione riproduttiva, che generalmente va da metà settembre a metà ottobre. Si riesce in questo modo ad arginare fattori stocastici, che, come è stato dimostrato in un recente studio (Ciucci et al., 2009), rendono le consistenze stimate inutilizzabili ai fini di gestione faunistica.
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Bibliografia
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